Che cos'è "il dovere di diligenza in materia di diritti umani e ambiente"?

 

Generalmente, con human rights and environmental due diligence si intende il processo con cui le imprese individuano, prevengono, riducono e tengono conto degli impatti negativi delle loro attività o relazioni commerciali globali, che spesso coinvolgono filiali, subappaltatori, fornitori e altre operazioni economiche. Il dovere di diligenza dovrebbe comprendere la valutazione e l'individuazione di tali impatti, agendo sulla base dei dati ottenuti per porvi fine o prevenirli, il monitoraggio dell'implementazione e dei risultati e la comunicazione di come gli impatti negativi sono stati affrontati.

 

I Principi guida delle Nazioni Unite su Imprese e Diritti Umani (UNGPs), adottati nel 2011, hanno definito il dovere di diligenza come principio operativo per mettere in pratica la responsabilità delle imprese di rispettare i diritti umani. Tra le altre norme internazionali pertinenti figurano la Dichiarazione Tripartita di Principi sulle Imprese Multinazionali e la Politica Sociale dell'OIL, la Raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa agli Stati membri su diritti umani e imprese e le Linee Guida dell'OCSE per le Imprese Multinazionali. Tuttavia, tali standard rimangono volontari e si riscontra una scarsa conformità dei soggetti destinatari.

 

Un quadro giuridico efficace e completo che imponga alle imprese di attuare il dovere di diligenza, con un ruolo forte per i sindacati, i rappresentanti dei lavoratori e tutte le altre parti interessate, un solido regime di responsabilità e di strumenti esecutivi così come un migliore accesso ai mezzi di ricorso sono essenziali per generalizzare il comportamento responsabile delle imprese, per migliorare l'accesso alla giustizia per le vittime di abusi aziendali – all'interno e all'esterno dell'UE – nonché per supportare le autorità statali nel loro compito di tutela dei diritti umani e per migliorare la valutazione e la gestione dei rischi da parte delle imprese.

 

Nell’aprile 2020, il Commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, si è impegnato ufficialmente a favore di un'iniziativa dell'UE sulla governance aziendale sostenibile , comprese le norme in materia di dovere di diligenza. Nell’ottobre 2020, la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere i pareri delle parti interessate in merito a questa iniziativa. Una proposta legislativa è prevista per il 2021. Parallelamente, il Parlamento europeo, che ha già sottolineato in diverse occasioni la necessità di tale legislazione, sta ora lavorando a una relazione legislativa in materia.

 

L'UE ha già incluso alcuni elementi relativi al dovere di diligenza in altre fonti normative, come il Regolamento Legno e il Regolamento sui Minerali di Conflitto, che stabiliscono obblighi di dovuta diligenza per gli importatori di legname e determinati minerali, e la Direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario, che stabilisce obblighi di trasparenza e comunicazione delle imprese in merito rischi e misure adottate in materia di diritti umani.

 

Anche alcuni Stati hanno adottato legislazioni sul dovere di diligenza delle imprese, come la Legge Francese sul Dovere di Vigilanza, adottata nel 2017, e la Legge Olandese sul Dovere di Diligenza in materia di lavoro minorile, adottata nel 2019. Altri, come la Germania, la Finlandia e il Lussemburgo, stanno attualmente valutando la possibilità di emanare norme simili.

 

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